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Abracadabra

di e con:
Francesca Pennini

partner in crime:
Angelo Pedroni

testi originali:
Francesca Pennini

musiche originali e sound design:
Simone Arganini

scenografia:
Alberto Favretto

tecnica e disegno luci:
Alice Colla

azioni e invenzioni invisibili:
Carmine Parise

realizzazione costumi:
Maria Ziosi

co-produzione:
CollettivO CineticO
Fondazione Teatro Stabile di Torino / Torinodanza Festival
Festival Aperto / Fondazione I Teatri di Reggio Emilia
Centrale Fies | Art Work Space

con il sostegno di:
Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale – focus CARNE

con il sostegno di:
Regione Emilia Romagna
MIBAC

vincitore del bando di residenza nel 2022 presso L’Agorà de la Danse di Montréal, sostenuto da CINARS, NID Platform, L’IIC di Montréal e Delegazione del Québec a Roma

piece per spazi teatrali
anno: 2025

durata: 75 minuti

spettacolo in lingua italiana con parti in inglese, luci pulsanti e volumi intensi
la comprensione della lingua inglese non è necessaria

“Abracadabra è il nuovo spettacolo di CollettivO CineticO.
Abracadabra è - anche - una parola che significa “sparisci come questa parola”.
Significa anche “io creo come parlo”.
È tante cose diverse, contemporaneamente.
È uno spettacolo sulla magia, sulla verità, sull’immaginazione.
Abracadabra nasce da una sparizione.
Nasce da una storia vera. Dalla mia storia.”

[ Ora, mentre tu leggi queste parole, io non so dove sono.
Ma so dove sei tu.
Tu sei proprio qui davanti.
Eccoti.
Ti aspetto qui sotto, allora.
Dietro al linguaggio, dentro al sipario, sotto alla pelle.
Ci troveremo nel silenzio dopo tutte le cose.
Sarà bellissimo non avere più niente da dire. ]

[ Francesca Pennini ]


CollettivO CineticO incanta con uno spettacolo metafisico fatto di corpi immaginati, di immagini allucinate, di parole che bruciano nella carne ed evaporano nel respiro.
Francesca Pennini affonda le mani nel suo vissuto, partendo da un esperimento radicale di sparizione di 130 giorni.
Racconta di un corpo fatto a pezzi e rimesso assieme, come quello delle donne divise in due nei numeri di magia.
Parla di corpi che spariscono ai confini della malattia, o della pazzia, là dove viene messa in discussione la natura stessa della realtà.
Di corpi che rinascono ancora una volta.
Abracadabra vive nella consistenza del pensiero di chi guarda e respira tra platea e scena.
Ed è proprio al nostro pensiero che viene affidato l’incantesimo di fragilità e forza di tutto ciò che è solo immaginato.
Sta a noi non farlo andare in fumo, o respirarlo tutto, fino in fondo.


NEXT in tour:

15 November
Festival Aperto
Teatro la Cavallerizza - Reggio Emilia

“Il ritorno sulle scene di Francesca Pennini mette in crisi lo spettatore giocando con le sue aspettative per decine di minuti; per poi folgorarlo con la poesia, il dolore e la sorpresa. [...] Ancora una volta l’artista ferrarese dimostra un talento teatrale purissimo, una senso per la regia come linguaggio dello stupore: Abracadabra, Collettivo Cinetico è tornato, ed è una gran bella magia.”
[Andrea Pocosgnich - Teatro e Critica]

"Nell’epoca chiassosa in cui ci troviamo a vivere, l’esercizio del silenzio e della sparizione dovrebbe entrare a far parte delle nostre buone abitudini quotidiane. Può essere d’aiuto, quasi una terapia, assistere al nuovo spettacolo del Collettivo Cinetico, Abracadabra. Tra evanescenti bolle di sapone e altre piccole magie, e con la complicità del suo partner in crime Angelo Pedroni, Francesca racconta dei suoi molteplici incidenti, l’ultimo dei quali l’ha costretta a mesi di inattività, ci parla con leggerezza e poesia di quel labile confine che separa realtà e finzione, lucidità e follia, e della capacità di rigenerarsi dopo una caduta.
[Roberto Giambrone - Danza & Danza]

[...] Abracadabra ci parla con leggerezza e poesia di quel labile confine che separa realtà e finzione, lucidità e follia, del potere dell’immaginazione e della capacità di rigenerarci dopo una caduta.”
[Roberto Giambrone - Il Sole 24 Ore]

“L'ultimo lavoro di Francesca Pennini è un atto sincero, intimo, personale e potente, che disorienta ma incanta. [...] Una parola che scuote, esplora le fragilità e le incrinature dell'anima con grazia, delicatezza e poesia. Sanguineti diceva che "le parole sono le mani per le cose che non puoi toccare", [...] e la Pennini ci riesce perfettamente, costruendo una drammaturgia testuale e fisica efficace, evocativa e lirica.
Abracadabra sconvolge e cattura, ti fa più volte smarrire il filo e ritrovarlo, è un pugno allo stomaco, è un atto doloroso e vero, pone interrogativi senza pretendere di dare tutte le risposte - che forse non sono così importanti. [...] Ci si emoziona, è inevitabile, e forse è proprio questa la magia del teatro, il luogo dove tutto è finto, ma niente è falso.”
[Valentina Scocca - Teatro.it]

Una magia che è più del teatro. Una magia che è più della parola.
Una magia che è più di un corpo in movimento. [...] Sul palco il corpo si disgrega e si ricompone, la voce diventa gesto, la luce scrive e cancella i confini del visibile. Lo spettatore non assiste, viene risucchiato in un incantesimo che lo costringe a guardare con altri occhi, a interrogarsi su ciò che resta quando il corpo svanisce.
Quello messo in scena dal CollettivO CineticO è molto più di un semplice spettacolo teatrale, è un lavoro che porta a una riflessione profonda sull’essere o sul non essere, sull’invisibile come spazio possibile. [...] Abracadabra non si guarda: si vive. È un rito di trasformazione in cui la sparizione diventa danza, e la magia — quella vera — accade quando ci scopriamo ancora lì, spettatori e corpi, dentro lo stesso incanto.
[Amelia Di Pietro - Teatrionline]

Intervista con Francesca Pennini

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