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O+<

scritture viziose sull’inarrestabilità del tempo


concept
Francesca Pennini

azione e creazione:
Andrea Amaducci (grafica live)
Francesca Pennini (movimento)
Alfonso Santimone (live electronics)

concessione spazi prove:
Teatro Comunale di Ferrara

performance per spazi espositivi e urbani
anno
2009

durata 20’


Una ricerca sul contenuto dinamico dell'istante formale, sulla complessità coerente della percezione lampante, sulla struttura filtrante del feedback in linguaggi differenti. Un processo sintetico del movimento tramite una raccolta aleatoria di istanti. O+< è un groviglio di impressioni retiniche, continua caduta, impossibilità pericolante o eccesso pericoloso della stasi. Continuamente mediato e tradotto ed inevitabilmente esplicito il corpo apre nella danza i paradossi sul senso dell'effimero.

Si tratta di una performance modulare durante la quale gli artisti rielaborano e deteriorano di volta in volta le informazioni. Durante il movimento del performer il writer acquisisce dei frame della danza tramite una specifica modalità e regolamentazione del guardare e il contenuto dinamico viene “taggato”, “scritto” con estrema velocità sulla superficie scenica. La danza è costruita e decostruita secondo norme di continua precarietà, che trovano un senso esclusivamente cinetico, irrimediabilmente dinamico e di notevole intensità. In questa caduta inarrestabile il performer si alimenta dei cinémi via via scritti nello spazio generando un circuito di feedback in cui gli istanti di movimento sono selezionati in maniera aleatoria e a loro volta recuperati creando una sintesi non gerarchica in cui i dati vanno via via deformandosi e mutando. Il musicista interagisce accumulando matasse sonore in relazione al graduale densificarsi del segno grafico. Il suono viene spostato nello spazio tramite amplificatori distribuiti alle spalle del pubblico, informando gli spostamenti del performer nelle zone della tela scenica.


studio #1: Festival Operaestate Veneto
studio #2: Festival LaManifattura - Bologna
studio #3: Festival Città dalle 100 Scale - Potenza
studio #4: Festival Atlante Sonoro - Roma
studio #5: Festival miXXer – Ferrara
studio #6: Festival Echocentrica - Foligno
studio #7: Museo Arte Contemporanea - Spoleto
studio #8: Festival Short Formats - Milano
studio #9: Festival internazionale di Danza Urbana - Bologna
studio #10: Party apertura VicenzaOro - Vicenza


" [...] In un gioco a tre voci, Francesca Pennini, Alfonso Santimone e Andrea Amaducci si scambiano informazioni di natura rispettivamente cinetica, sonora e grafica, in un tentativo di afferrare l’attimo nell’unico modo che sia possibile: trasformandolo sotto la spinta della sensazione da un lato e di un compito da eseguire dall’altro, facendo proliferare in maniera rizomatica e al contempo rigorosa movimenti, suoni e immagini. Mentre infatti Francesca esegue la propria sequenza di movimento su un pannello di pvc piantato a terra, Andrea salta da un lato all’altro della pedana e, seguendo la danzatrice, chiude gli occhi per un secondo, li riapre e schizza col pennarello il disegno stilizzato del movimento che vede davanti a sé. Azioni effimere che cercano di acchiapparsi l’un l’altra pur nella propria sfuggevolezza, incalzate dalle note, anch’esse rigorosamente live, di Alfonso Santimone, in una pastoia sonora ricchissima, fatta di boati e stridori, tastiere impazzite e ritmi ossessivi.
E in mezzo a questo campo magnetico, fatto di schegge di rimandi e sollecitazioni, quello che più affascina è la traccia che il movimento può lasciare di sé: l’unica davvero sensata, cioè quella che passa attraverso l’esperienza altrui, piantandovisi e germogliandone modificata. Accresciuta, forse.
E’ così che il movimento della Pennini, fatto di braccia sospese verso l’altro che poi si sciolgono in serpentine vigorose - dita dal tremolio febbricitante quasi a sondare l’aria e gambe di gomma che cercano sempre appoggi e passaggi imprevisti - diventa un enorme quadro stilizzato e con decine di creature umane in movimento, un quadro in cui la danzatrice può rimirarsi in un’immagine alterata e moltiplicata.
E allora lo spettatore, accecandosi magari nello stesso buio luminoso da cui provengono i disegni di Andrea Amaducci, può individuare un proprio percorso di lettura in quella selva di arti e fotogrammi di movimento, fusi in una scia dinamica in cui è facile perdersi. [...]"

[ Giulia Taddeo - KRAPP'S LAST POST - 09/2011 ]



Hanno partecipato a fasi di creazione o a performance eccezionali:
Daniele Albanese, Tiziana Bolfe, Elisa Mucchi