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NUOVA PRODUZIONE

 

BENVENUTO UMANO


ideazione, regia, coreografia:
Francesca Pennini

 

dramaturg e operatore shiatsu:

Angelo Pedroni


azione e creazione:

Simone Arganini

Andrea Brunetto

Carmine Parise

Angelo Pedroni

Francesca Pennini

Stefano Sardi

 

suono e voce:

Simone Arganini

Stefano Sardi

 

co-produzione:

CollettivO CineticO

Fondazione Teatro Comunale di Ferrara

Festival Città delle 100 Scale

 

in collaborazione con:

Emilia Romagna Teatro Fondazione

Progetto Corpi & Visioni - promosso dal comune di Correggio con il sostegno di MIBACT

Regione Emilia-Romagna

Centrale Fies - art work space

 

residenze:

Teatro Asioli (Progetto Corpi & Visioni)

SZENE Salzburg

Teatro delle Briciole

L'Arboreto - Teatro Dimora

 

residenza stabile

Teatro COmunale di Ferrara

piece per spazi teatrali
anno
2017



“A sostenere la ricerca dell’ultima, attesa creazione di CollettivO CineticO, Benvenuto umano, sembra essere un desiderio come di raccoglimento delle fila unito a un desiderio di meditazione emotiva che trovano sulla scena, e non per questo in maniera scontata, il luogo del proprio compimento. [...] Benvenuto umano è, in questo senso, una coraggiosa promessa, che ci assicura che presto saremo ancora a teatro, o chissà dove, ad accogliere coi sensi un nuovo tratto del cammino di questa compagnia che oggi si sta affermando con forza anche sulla scena internazionale e che per questo, mai più di ora, esprime una piena necessità di espressione del proprio carattere e di radicamento nella propria cifra e nei propri linguaggi. Merito dell’ensemble è di essersi assunto un notevole rischio, segno di maturità compositiva e artistica, quello di aver maturato la capacità di sentire, sentire quale potesse essere la strada, e di averla percorsa fino a dove è stato possibile percorrerla, con feroce onestà [...].

L’apertura della creazione è al buio, mentre il pubblico guidato dalla voce di Francesca Pennini è invitato a concentrare la propria attenzione su alcuni gesti molto semplici, sul respiro, sulla percezione. Entrando in scena dalla platea, la danzatrice appare quasi aspirata dietro il sipario in un mondo contemporaneamente antico e futuro, mossa da una forza primigenia che sospende le facoltà dei cinque sensi per favorirne, in fondo, uno solo, il sesto. Privata della vista con una benda, la performer rinuncia alla guida della visione, allo sguardo che dalla scena si proietta fuori, intercettando così possibilità teatrali che solo privando il corpo delle sue abilità di base sono in grado di emergere. Allo stesso modo, i danzatori col viso coperto da visori di cartoncino, possono vedere fuori non attraverso le proprie retine, ma attraverso gli schermi degli smartphone alloggiati proprio davanti ai propri occhi. Sulla destra del palcoscenico, una telecamera riprende Francesca Pennini e consegna un’immagine digitale del suo movimento ai compagni di scena che la seguono con quel leggero ritardo della tecnologia che produce un riverbero tra un’azione e il suo effetto. Da spettatori, accogliamo tutto quello che segue, con la sua componente genuinamente divertente, ludica, come un esito sensibile che ruota attorno a Francesca Pennini, perno energetico della creazione, centro nevralgico di questo spettacolo che chiede, sin dall’inizio, di essere accolto a cuore aperto. Davanti a noi non abbiamo un nuovo “prodotto” della scena della danza, ma il mostrarsi di un processo sensibile, artistico, che se può esporsi così è proprio perché è in divenire e che a noi che osserviamo ci desidera, ci vuole umani, spettatori interamente vivi. Benvenuto umano ci ricorda le innumerevoli possibilità del corpo, del teatro, della danza. Che nessuno si meravigli se danze come queste sono capaci di spingere ancora oltre i limiti di ciò che ci aspettiamo e conosciamo, CollettivO CineticO ha riuscito appieno la propria missione di ricerca e di rinnovamento, ed è compito nostro stare al loro passo, desiderosi di futuro.

 


[ Gaia Clotilde Chrnetich - Teatro e Critica - 11/11/2017 ]